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La piccola Villanova ragiona da Smart City e risolve il problema scuola

Che il destino della scuola sia di essere sempre più digitale, lo abbiamo già visto. Ma che ad essa tutto ciò convenga, non è soltanto l’inevitabile conclusione cui giunga chi ci pensi un po’ su; è anche un fatto emerso dall’esperienza di una scuola brianzola.
Parliamo della scuola primaria di Villanova, nel comune di Bernareggio, provincia di Monza.

Se per caso, anche solo per una volta, avete sentito qualcuno dire Less is more, allora è bene sappiate che si tratta di un dogma dell’architettura razionalista. Togliere, per avere di più: eleganza, forme coerenti, edifici armonici. Less is more è diventato un principio applicato a molti ambiti, per esempio quello della scrittura: meno sono le parole, più il messaggio è efficace.

La rinascita passa dal digitale e dalla tecnologia

Non sempre “less is more” è una cosa positiva

foto-IMG_5519Ma non sempre Less is more sortisce effetti positivi. Nel caso della scuola di Villanova, per esempio, less significa meno iscritti. Un trend che avrebbe portato alla chiusura dell’istituto: cinque classi, monosezione, in un territorio penalizzato dalla distanza dai servizi principali. I laboratori scolastici, per esempio, sono tutti nell’istituto principale di Bernareggio.

La dotazione informatica della scuola di Villanova si limitava a 10 computer, utilizzati senza un programma preciso. Inevitabile, in casi come questi, che i genitori scelgano offerte didattiche diverse.

Il cammino verso la possibile chiusura è però stato interrotto dall’intervento della tecnologia.
In particolare, quella di Epson.

 

Un proiettore in ogni classe

Constatata la situazione, insegnanti e preside hanno pensato di fare la cosa più sensata: rinnovare la didattica, rendendo la scuola più appetibile.
La soluzione è stata l’acquisto di cinque videoproiettori Epson EB-485Wi, installati nelle classi alla fine dell’anno scolastico 2013-2014.
Un anno dopo, a giugno del 2015, i risultati erano già tangibili.

«Abbiamo il doppio delle richieste di iscrizione», spiega Giuseppe Alaimo, preside della scuola di Villanova. «Purtroppo non abbiamo potuto accettarle tutte perché le dimensioni della struttura non lo permettono. Siamo convinti che la nuova modalità di insegnamentoha aggiunto – sia il motivo principale di questo boom: l’entusiasmo di bambini e insegnanti ha contagiato i genitori e il passaparola ha completato l’opera, facendo crescere l’interesse di altre famiglie che hanno scelto di iscrivere i figli nella nostra scuola».


Un’interazione nuova

I videoproiettori Epson hanno quindi cambiato le carte in tavola, ribaltando lo stato di fatto. Ciò che alunni e docenti hanno apprezzato di più è stata la possibilità di gestire l’interazione con la classe in più modi. Quello classico, per esempio, ovvero la lezione frontale potenziata però dall’utilizzo dei supporti visivi multimediali locali e dall’accesso all’immensa quantità di informazioni presente su internet. O quello più diretto del rapporto a due, sia tra insegnante e alunno sia tra gli alunni medesimi. Studiare, in altre parole, è diventato un gioco. In senso letterale, con software per spiegare la grammatica italiana articolati come un videogame, dove solo la risposta corretta consente di passare a un livello superiore. 

Un altro strumento molto utilizzato è la Document Camera. Si tratta di un dispositivo semplice da usare, ma con una forza didattica molto intensa. Grazie alla possibilità di riprendere ciò che viene inquadrato dall’obiettivo e di proiettarlo ingrandito, consente agli insegnanti di mostrare in dettaglio tutte le operazioni che gli alunni devono poi ripetere al proprio banco. Si rivela quindi molto utile durante le lezioni di materie pratiche quali scienze, disegno o tecnologia, perché gli alunni possono seguire passo dopo passo le operazioni eseguite dall’insegnante.


Un classico win-win

Carla-Conca__Epson-ItaliaChi nutre scetticismo sulle tecnologie applicate alla didattica è dunque servito.

Il caso della scuola di Villanova è un paradigma del «tutti vincono», come spiega Carla Conca, Sales Manager Visual Instruments di Epson Italia:
«Il caso della scuola primaria di Villanova è un bell’esempio di come la tecnologia ben utilizzata e “sposata” da tutto il corpo docente sia in grado di coinvolgere positivamente gli alunni, migliorandone l’apprendimento, con la conseguente soddisfazione di tutti: bambini, genitori e insegnanti.
I ragazzi sono abituati alla tecnologia e usarla anche a scuola non può che stimolarli e renderli più partecipi
».

 

Quante scuole salverà
ancora la tecnologia?

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