Il nuovo corso di TIM passa anche da una nuova sede.
Sarà all’Eur, edificata su una parola d’ordine: Smart Working.

Vi sarà capitato, in questi giorni, di incappare nei nuovi spot pubblicitari di TIM. Fabio Fazio, Pif e, soprattutto, l’inventore del World Wide Web (cioè di internet come lo usiamo tutti i giorni), Tim Berners-Lee, immaginano un futuro tutt’altro che lontano. Gli spot rappresentano il punto di forza della comunicazione di un nuovo corso aziendale, che – come ha detto il presidente, Giuseppe Recchi – vuole trasformare l’operatore telefonico in una «California d’Italia».

L’immagine evoca la Silicon Valley, incastrata tra San Francisco a nord e San José a sud. Un’infilata di paesi come Cupertino, Menlo Park, Mountain View, Sunnyvale: luoghi che così non dicono nulla, ma che rivelano molto se pensi che, nell’ordine indicato, sono quelli in cui hanno sede Apple, Facebook, Google e Yahoo. Quell’angolo di California è il cuore pulsante del mondo digitale, e TIM punta a fare qualcosa di simile a Roma.

La nuova sede

Uno dei punti essenziali di questo ambizioso progetto è il trasferimento della sede aziendale. Dal palazzo di Corso Italia, TIM sposterà tutto all’Eur. L’operazione sarà completata la metà del 2017, e parte con un approccio tipico da Smart City: non edificare nulla di nuovo, ma rimettere a posto quel che già c’è. In questo caso si tratta delle tre torri progettate negli anni ’50 dall’architetto Cesare Ligini. 

Abbandonate da tempo, sono in uno stato tale da meritarsi il non onorevole soprannome di Torri Beirut. Diventeranno, invece, le Torri TIM.

Idee giovani

Altro approccio Smart: non chiamare l’archistar di turno, ma indire un bando per architetti under 40. L’appalto è stato vinto dallo studio UNO-A, che ha fatto lo slalom migliore tra i rigorosi paletti imposti dal committente, determinato ad avere una sede che fosse un benchmark internazionale per edifici direzionali in chiave bioclimatica. In altre parole, un posto amico dell’ambiente e di chi ci deve lavorare.

Il risultato è un complesso edilizio che, una volta pronto, sarà certificato Leed (The Leadership in Energy and Enviromental Design). E che riqualificherà al meglio un’area ora depressa.

Come sarà

Nella nuova sede TIM lavoreranno 5000 persone, e lo faranno in modo nuovo e stimolante. Smart Working è infatti la parola d’ordine del cambiamento, ispirato a quel modus operandi che ci affascina quando vediamo all’opera i dipendenti di realtà come Google o Facebook. E cioè: massima libertà nei modi, massimo rigore nel raggiungere gli obiettivi.

Così, la nuova sede sarà pensata per favorire la massima agilità, con postazioni di lavoro estremamente flessibili e supportate dalla tecnologia necessaria per esserlo. In pratica, se ti sposti con il computer da una scrivania all’altra o da una stanza all’area relax non devi incontrare problemi di connessione o di compatibilità. 

Gli spazi per lavorare in team saranno accoglienti, ci saranno aree studiate al meglio per favorire le relazioni sociali. Chi ha figli potrà portarli con sé e lasciarli nelle zone a loro dedicate; chi vorrà lavorare da casa avrà il supporto tecnologico per farlo senza problemi, e saranno disponibili servizi per il cosiddetto «work life balance». Detto in italiano, per far sì che il lavoro non sia una prigione ma un aspetto edificante della vita di una persona. 

Condividi

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

IN BREVE

 

CATEGORIA SMART

Smart Living

 

ARGOMENTI TRATTATI


PER CHI

Per chi vi lavorerà, e per i cittadini dell’Eur e di Roma