La Smart City è presente, e non più solo futuro
Ce lo dice una ricerca del Politecnico di Milano

Se la Smart City fosse un tempio, quali sarebbero le colonne portanti? Una è certa: l’Internet of Things, o come ormai è comunemente definita, l’IoT. E se dovessimo giudicare il futuro di quel tempio dalla solidità della colonna, potremmo stare tranquilli: è un futuro molto sereno.

A farcelo capire è l’ultimo report dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano: dall’analisi dei dati del 2015 e da ulteriori osservazioni è stato possibile disegnare il ritratto della città intelligente nel 2016. Ecco come appare.

Il 2015

In una parola? Boom!

Partiamo dall’anno scorso, caratterizzato da un autentico «boom»: + 30%. A trainare il mercato italiano pensano anzitutto i contatori gas intelligenti (che valgono il 25% del mercato) e le auto connesse (il 24%). I due ambiti, insieme, valgono quasi un miliardo di euro. La loro leva si chiama legge: le soluzioni di Smart Metering (misurazione e comunicazione dei consumi dei contatori) e di Smart Asset Management (localizzazione delle auto o rilevazione di di guasti e manomissioni) volano grazie anche agli obblighi normativi che le prevedono e agli incentivi economici correlati. Ecco perché sono già un milione e mezzo i contatori smart installati nelle case degli italiani.

Le auto smart in Italia sono invece  5.3 milioni, un settimo del parco circolante. Nel dettaglio: l’88% dei veicoli è connesso grazie alla scatola nera; quanto alle auto con connessione nativa, l’incremento è stato del 135%.

 

Il futuro

Altri dati per capire la portata del fenomeno possono sono disponibili qui. Noi proviamo, sempre con l’aiuto del Politecnico, a capire le conseguenze di questo boom. La prima è la costruzione delle basi per uno sviluppo a tutto tondo della smart city.

Da un lato c’è da considerare che l’IoT vedrà crescere i piani per l’installazione di nuove reti di comunicazione dedicate, l’evoluzione dei dispositivi per la casa e l’integrazione dei servizi assicurativi. Ciò fa sì che il settore sarà pronto per raggiungere davvero un numero di utenti degno di un mercato di massa.

Gli interventi di domotica, per esempio, sono favoriti sia dagli incentivi statali sia da una vera domanda dei consumatori, con molti dispositivi pronti a essere venduti anche nei grandi store di informatica e tecnologia.

Da un altro lato, l’IoT sarà protagonista di piani nazionali di digitalizzazione, soprattutto nei campi dell’efficienza energetica e della gestione degli asset.

Insomma, la Smart City sarà sempre meno futura per diventare parte essenziale nella nostra vita quotidiana.

 

Quanto c’è di smart, ora, nella tua città?

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