FUTURA CITY

Non hai avuto modo di raggiungerci a Futura City?
E’ stata una giornata eccezionale e abbiamo pensato di raccontartela con:

448 SCATTI, 13 VIDEO, 2 TESTIMONIANZE, 1 RACCONTO
E TANTI CINGUETTII

 

FUTURA CITY

Non hai avuto modo di raggiungerci a Futura City.
E’ stata una giornata eccezionale e abbiamo pensato di raccontartela con:

448 SCATTI,13 VIDEO, 2 TESTIMONIANZE, 1 RACCONTO
E TANTI CINGUETTII

Scatti

Hanno detto che…


HA SCRITTO CHE:

Inumeri dell’evento Futura City?
Oltre 2.500 iscritti tra rivenditori, utenti finali, scolaresche (molte quelle viste a curiosare e toccare con mano), rappresentanti della PA e imprenditori. Oltre 100 soluzioni tecnologiche in mostra.
Testimonial del progetto il volto televisivo (ex Le Iene) Marco Berry (foto). img_2663Sette edifici attrezzati di tutto ponto con le ultime tecnologie smart – scuola, casa, ufficio, ospedale, negozio, banca e uffici comunali.

Il cuore tecnologico dell’evento è la piattaforma web www.smartcity-futura.it in cui cittadini, aziende, pubblica amministrazione e rivenditori possono trovare post, storie di successo, interviste e video interviste che spiegano come le nuove tecnologie IoT sono in grado di migliorare la qualità della nostra vita di cittadini, pazienti e…

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ANSA

HOME PAGE 14/10/2016

ANSA

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Video e un racconto

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Una giornata vissuta pericolosamente nella Futura (smart)city

C’è un signore che ha inventato l’unica app che ti invia lo scontrino cartaceo sul cellulare quando fai la spesa al supermercato. L’espositore che mi ipnotizza parlando della sua attività e non ci ho capito una mazza, continua a ripetere “log log log”.
La ragazza con casco tridimensionale che agita un joystick mentre fa finta di dipingere una parete di casa, rifilando ceffoni a chiunque si trovi all’intorno.
La direttrice d’istituto che mi invita a tenere una lezione ai bambini delle scuole elementari della bassa Valtellina (evidentemente c’è anche la Valtellina alta).
La donna che ha preso “Le parole sono importanti” alla mattina, ha iniziato a leggerlo in pausa pranzo e al pomeriggio ha spedito dall’ufficio un suo collega palesemente contrariato per comprarne altre due copie.

La ragazza che vede il libro “Di domenica, mai” e scopre che l’imprenditore lì raccontato è suo vicino di casa. Le due simpaticissime bergamasche addette al servizio clienti di una società informatica che chiedono aiuto per convincere i loro tecnici a esprimersi con parole “migliori”.
Il titolare di una agenzia di comunicazione veronese con cui mi trovo subito in sintonia appena iniziamo a dirci che la pubblicità tradizionale è morta e oggi le aziende, dalle più grandi in giù, devono raccontare se stesse, chi sono, in cosa credono. L’amico vicentino designer che è diventato un mito in Cina, dove l’hanno fatto posare (vestito) sui manifesti stradali dieci per trenta.
Un imprenditore sardo-ligure che ha i biglietti da visita tutti uguali davanti e con dieci soggetti diversi sul retro, “per farmi ricordare”.

Una imprenditrice lombarda con cui mi piacerebbe iniziare a collaborare per lo storytelling: l’anno prossimo la sua azienda compirà vent’anni. Un tipo che si presenta come giornalista, probabilmente per scroccarmi un libro, ed è giornalista allo stesso modo in cui io sono campione mondiale dei pesi welter.
Un tizio delirante che sostiene di occuparsi di siti web e mi racconta la barzelletta del tizio che tradisce la moglie e… no, troppo brutta perfino da riportare.

L’addetta alla cassa della zona-bar che per tutto il giorno sorride, è gentile e svelta senza apparire frettolosa; le chiedo due biscottini fra quelli esposti e la sua collega interviene: “Non ci hanno detto il prezzo, quindi non possiamo venderli”.
Lei, la dea alla cassa, ribatte: “Il prezzo lo invento io così lei può avere i suoi biscotti. Bisogna pur prendersi delle responsabilità nella vita” (Ti amo, dea!). L’addetto alla farcitura degli hot dog che rovescia due gocce di ketchup nel panino e il resto sulla manica (bianca) del suo collega a lato (addetto al controllo della spremitura salse).

Marco Berry che si avvicina allo stand “Edicola”, chiacchiera amabilmente (gli racconto del mio romanzo su un coltivatore di marijuana) e mi porge il suo biglietto con tanto di cellulare.
La manager di un’importante multinazionale che mi contatta per un possibile progetto di comunicazione interna. Le tante persone appassionate di lingua, che attorno al mio libro trovano sostegno e solidarietà.
E poi Matteo Ranzi, uomo di istintiva empatia e dalla pronta ironia (nota la rima, eh), che ringrazio per tutto questo circo e per aver tagliato la scena del video in cui dicevo una parolaccia.

Futura, per me, è stata un campionario di bella umanità, un crocevia di persone interessate alle parole e alle storie, le uniche cose che esisteranno sempre assieme all’uomo, a prescindere dal tipo di tecnologia che sarà in uso.

Alessandro Zaltron

Scrittore e Storyteller

E si cinguettò che…

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 #futuracity16

4° nei trend topic del 13 ottobre!

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