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ELM Energy e Dell:
insieme per il futuro del pianeta

La cornice

Dicembre 2015, Parigi. La Conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici ha sentenziato all’unanimità l’obiettivo della protezione del clima attraverso un taglio netto, immediato e senza eccezioni dell’utilizzo dei combustibili fossili. Ma il mercato dell’energia aveva in qualche modo già tracciato la strada, indicando il trend del 2015: secondo il Renewables 2016 Global Status Report di REN21, l’organizzazione collegata all’Unep, il programma delle Nazioni Unite, nel corso dello scorso anno è stato stabilito il record di installazione di energia rinnovabile per una potenza complessiva stimata in 147 gigawatt. Un aumento mai visto prima, tanto nella capacità elettrica quanto negli investimenti con 286 miliardi di dollari. Interessanti anche la diffusione e gli investimenti: per la prima volta i Paesi emergenti hanno superato quelli di “antica” industrializzazione nella produzione di energia pulita.

Record di installazione di energia rinnovabile (in gigawatt)


L’incontro

Questo è il terreno comune su cui si sono incontrate ELM Energy e Dell: la prima con l’obiettivo di rendere appetibili per un numero sempre maggiore di clienti soluzioni energetiche basate sulle energie rinnovabili, la seconda aggiungendo quel know how tecnologico che in operazioni di questa portata è indispensabile.

In particolare ELM ha realizzato un’innovativa microrete intelligente avanzata, che permette di avere elementi di flessibilità nel carico elettrico controllabile e nella generazione programmabile. Obiettivo: massimizzare l’autoconsumo (e non solo).

Detto in altre parole: con il termine microgrid (la microrete) si è soliti riferirsi a una molteplicità di utenze elettriche attive e passive, riunite sotto un unico punto di connessione con la rete elettrica di distribuzione. Le diverse unità di produzione e consumo devono essere collegate non solo dal punto di vista elettrico, ma anche attraverso quello che potremmo definire un sistema di comunicazione. Le varie componenti, dunque, devono riuscire a «parlarsi».

Una piattaforma ideale

Alle spalle di questa microrete c’è il Dell Edge Gateway, ormai noto sul mercato per caratteristiche uniche come l’affidabilità, le flessibilità, la velocità di controllo e gestione. Il connubio ELM/Dell si pone una serie di obiettivi:

  • ridurre l’inquinamento e il consumo di energia
  • rendere le energie rinnovabili una soluzione valida per una clientela più ampia e diversificata
  • ridurre i rischi e aumentare il ritorno degli investimenti
  • accelerare il tempo tra l’ideazione di un prodotto e la sua messa in commercio
  • adattarsi a numerosi protocolli e devices.

Le caratteristiche

Quello che differenzia l’offerta di ELM e Dell è la straordinaria capacità di accrescere l’efficienza e ottimizzare l’utilizzo delle risorse. Ogni componente del ciclo, in passato, aveva un pannello di controllo dedicato e impiegava tecnologie differenti per sensori e comunicazioni: come ricorda Aron Bowman, Vice Presidente dello sviluppo di prodotto di ELM, «Non esisteva sul mercato una soluzione di controllo centralizzato che raggruppasse insieme, “sotto lo stesso tetto”, le diversi componenti. Questo ci ha spinto a costruire un’unica console che ci consentisse di monitorare e controllare assets diversi».

La soluzione

È nato così il FieldSight Controller, un prodotto “visionario” che gestisce in tempo reale sistemi dislocati anche in aree desolate e fosse pronto a sopportare condizioni climatiche di ogni genere.

Affinando il prodotto si è anche riusciti ad arrivare a una soluzione che si adatta a molteplici protocolli industriali raccogliendo dati, filtrandoli e inviando solo specifiche, essenziali informazioni a un database operativa in remoto facile da gestire.

La più grande difficoltà di ELM, per diverso tempo, è stata trovare supporti tecnologici che rispettassero tutti i requisiti necessari al corretto funzionamento del prodotto. In pratica, il Dell Edge Gateway Model 5000 che ha reso possibile la connessione tra 4 o 5 diverse componenti controllabili attraverso il software Fieldsight Controller.

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«Grazie a questa soluzione – chiude Bowman – possiamo aiutare le aziende a ridurre anche fino al 90% le emissioni ottimizzando la bilancia, per esempio, tra la quantità di potenza prodotta dai pannelli solari e quella presente nelle batterie, così che il generatore di gas naturale che sostituisce le precedenti versioni diesel si attivi solo quando necessario»

Lo dice anche un bel film:
«Il vento fa il suo giro»

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