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Il backup secondo Veritas: veloce, efficace, pratico.
Insomma, intelligente

La città che non dorme mai. Secondo una famosa canzone, è New York; secondo la realtà contemporanea, è la Smart City. L’intelligenza delle città connesse e digitali non può permettersi quei colpi di sonno che chiamiamo interruzioni di servizio: per esempio, una caduta di rete che comprometta il flusso dei dati quando si fa un pagamento on-line. Oppure, che danneggi l’archivio digitale dei dati clinici dei pazienti di un ospedale.

La continuità, insomma, è una delle parole principali nel glossario che racconta la vita in una città smart. Su Futura abbiamo già raccontato come sia possibile, in casi di estrema emergenza, costruire dal nulla una rete per poter garantire le comunicazioni dei servizi di soccorso. In casi meno drammatici, invece, ciò che conta è il lavoro di precauzione da svolgere durante le attività ordinarie. In altre parole, ciò che conta è il lavoro di backup.

Chi si ferma è perduto

La vita aziendale è fatta di telefoni che squillano, di e-mail in entrata e in uscita, di flussi di informazioni, di spostamenti di denaro a colpi di click. Un fiume di attività che non ama le dighe: trovarne sul proprio cammino, interrompendo il corso degli eventi, crea un danno. L’inattività costa, così come il tempo da dedicare al ripristino della normalità lavorativa.

cloudIl perfezionamento dei servizi di backup è quindi un’esigenza sempre più avvertita. Anche in Italia, come spiega un report di Kroll Ontrack sullo stato dell’arte del recupero dati: nel nostro Paese, in particolare, l’archiviazione su cloud è cresciuta di quasi il doppio in un anno, passando per diffusione dal 12,1% del 2014 al 20,72% del 2015.

Si tratta della crescita più alta rispetto ad altri mercati (Gran Bretagna, Spagna, Francia, Germania), come risposta a una situazione purtroppo non ottimale. L’Italia, infatti, è lo Stato in cui le perdite di dati senza backup sono le maggiori: 50%, a fronte di un 22% della Germania o di un 20% degli Stati Uniti.

 

 

Ritratto di un backup efficace

Meno tempo, più spazio e facilità di utilizzo

L’esigenza italiana spinge le aziende a elaborare prodotti innovativi ed efficaci, dove la facilità d’uso si sposi a un minor tempo per il recupero delle informazioni e a un maggior spazio nel quale collocarle. Veritas è tra le aziende che ha raccolto la sfida elaborando un prodotto come Backup Exec 15, articolato su punti di forza quali la scalabilità, l’integrazione con il cloud e la velocità – affidabile – di recovery.

Più nel dettaglio, il lavoro di Veritas su questo campo si è tradotto in un software con le seguenti caratteristiche:

  1. La possibilità indicizzare e catalogare in modo intelligente i dati, evitando perdite di tempo e di spazio su disco per avviare processo di backup e capire cosa contenga. Bastano infatti pochi comandi per eseguire il recupero di intere macchine virtuali, applicazioni, database, file, e cartelle; tutto direttamente dallo storage di backup.
  2. Se poi si verifica il classico disastro (quello che ti fa tremare perché pensi di aver perduto tutto!), il recupero di un intero server viene effettuato in pochi minuti. Lo standard per operazioni di questo tipo, normalmente, è un’attività che dura qualche giorno.
  3. Quando si lavora su macchine fisiche e su macchine virtuali, normalmente il deployment e la gestione di soluzioni di backup avvengono separatamente. In questo caso, la protezione avviene con un’unica soluzione, e con la visione sul processo e sul recupero gestita e organizzata da un’unica console.
  4. La deduplicazione dei dati avviene in tutto l’ambiente, sia fisico sia virtuale, con un tracciamento degli elementi modificati in modo da poter eseguire un backup parziale: e cioè, solo di questi.
  5. Si può archiviare su ogni tipo di dispositivo: cloud (anche di terze parti), storage di decuplica, dischi, nastri. Ciò significa risparmio di costi, perché non obbliga all’acquisto di dispositivi specificamente destinati a questa attività.
  6. Definizione delle priorità: i dati più importanti possono essere etichettati durante il processo in modo da decidere in quale ordine proteggerli.

L’archivio è fondamentale:
senza memoria, non c’è futuro

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