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OLTRE I MURI DELL’AULA
Acer pilota un progetto per portare il sapere al di là del luogo scolastico

Scuola: perché?

«Perché vai a scuola?». Se facessimo la domanda a un bambino, la risposta sarebbe semplice e inattaccabile: «Per imparare».

In realtà, al bimbo andrebbe spiegato che nell’educazione scolastica c’è di più: l’obiettivo di crescere nel sapere e nell’indipendenza di giudizio, e di sviluppare la propria creatività.

C’è, insomma, un viaggio: quello verso l’età adulta. E la tecnologia è tra i veicoli sui quali salire per arrivare a destinazione.

Un ruolo decisivo

Il legame tra tecnologia e scuola non è recente: basti pensare da quanto anni si fa uso di strumenti elementari come le calcolatrici.
Ciò che tuttavia è cambiato – negli ultimi anni a ritmi vorticosi – è il rapporto di studenti e insegnanti con gli oggetti tecnologici.

La loro evoluzione li ha trasformati da semplici risolutori di problemi (una banale operazione aritmetica) a dispositivi in cui trovare nuove opportunità di apprendimento, con una capacità di coinvolgere chi li usa mai così forte.

La risposta dei produttori

 

Le opportunità non sono solo per chi a scuola ci va, da studente o da insegnante. Anche le case produttrici di tecnologia hanno l’occasione di sperimentare nuovi ambiti, e di entrare in un settore – che per comodità potremmo chiamare scuola digitale –
destinato inevitabilmente a crescere.

Le case history in tema diventano sempre più numerose. Quella che raccontiamo oggi vede protagonista Acer
e un suo progetto di collaborazione con due scuole italiane.

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L’esempio di Prato

Nel capoluogo toscano il fronte innovativo delle metodologie didattiche è all’istituto comprensivo Pier Cironi, dove è attivo un piano triennale di aggiornamento dei docenti, di ammodernamento e manutenzione dell’hardware, e di rispetto della coerenza tra hardware e percorsi didattici.

In particolare, da un anno l’istituto sta sperimentando il programma DADA – didattica per ambienti di apprendimento.

Le classi della scuola secondaria di primo grado svolgono attività in aule tematiche, e si spostano in base all’orario in aule attrezzate per affrontare argomenti disciplinari o interdisciplinari.

banner-Acer_for_Education-deskIn questa ottica si inserisce la collaborazione con Acer, che ha fornito all’istituto 30 tablet Switch 10E e un notebook, oltre che la possibilità per gli studenti di acquistare a rate e con sconti strumenti informatici. L’ottica della casa taiwanese, dotando una delle aule tematiche di arredi e attrezzature informatiche, è di aiutare l’istituto nel far «mettere le mani in pasta» agli alunni sia in percorsi di apprendimento cooperativo reale, sia tramite l’uso di software di laboratorio linguistico, come per esempio quelli offerti da CampusStore.

Oltre le mura scolastiche

La casa taiwanese, in pratica, dona tecnologia alle scuole citate, con un progetto che punta a creare le condizioni di base sperimentare una didattica innovativa incentrata su un tema decisivo: l’inclusione, e la conseguente facilitazione dei processi di apprendimento, in particolare per studenti che abbiano bisogni educativi speciali e disturbi specifici di apprendimento.

A gestire l’interazione studente-insegnante è un software specifico, Acer Classroom Manager, che consente il controllo remoto e il monitoraggio audio e video delle attività da svolgere.

Inoltre, un plus al progetto è dato da Acer Education Partner, una rete  di fornitori specializzati nelle richieste del mercato dell’istruzione, con una conoscenza specifica dei prodotti della casa.

E a te, dove piacerebbe seguire una lezione?

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